Ancora una volta ad Arecibo

Non c’è niente da fare, ogni volta che passo nella caraibica isola di Puerto Rico non posso fare a meno di visitare il radiotelescopio che per tanto tempo è stato il più grande al mondo, quello di Arecibo.

Situato quasi al centro dell’isola e completamente immerso nella foresta pluviale si trova questa enorme parabola di 1000 piedi (304 metri circa) sormontata da un illuminatore gregoriano a 150m di altezza dal peso di 900 tonnellate, sorretto da 3 colonne di cemento armato, due alte 80m e una alta 110m.

al suo interno si trova interno del illuminatore si trovano altri due riflettori che convergono in una camera contenente 10 moduli come quello che si trova qui sotto in foto

ciascuna di queste “campane” è un ricevitore indipendente per varie gamme, dalle HF fino ai 10GHz, in grado di coprire una fetta di cielo di circa 40 gradi raffreddata ad elio liquido. L’intero illuminatore può ruotare fino a 720 gradi in entrambe le direzioni consentendo di effettuare misurazioni su tutti i pianeti dl sistema solare.


la parte di trasmissione si basa su dei tubi klystron, nella foto si vedono nell’area di manutenzione due versioni differenti, la nera a 70cm e la rossa a 23cm oltre al generatore che li alimenta (l’armadio nell’angolo in fondo a destra)

il cuore pulsante della stazione è il laboratorio di controllo e misura, qui il passato si fonde con il presente, tutta la strumentazione di comando infatti è ancora interamente analogica, così come la strumentazione meteorologica.

per la radioastronomia invece si usano strumentazioni molto più moderne e precise, il materiale è maggiormente Tektronix, R&S e anche qualche ricevitore Icom IC-R8600. tutto il materiale ricevuto viene registrato su dei NAS viaggiando attraverso una fitta rete di fibra ottica lungo tutto il laboratorio e messa a disposizione di tutte le università e centri di ricerca che desiderano collaborare.


Nella sala di comando c’è anche spazio per un po di ham-radio, si trova infatti la stazione KP4AO, dove una volta l’anno si trovano diversi appassionati del settore per fare QSO sfruttando l’imponente struttura

ogni turno di lavoro è ben scandito e preparato in anticipo per non interferire tra le misurazioni, l’osservatorio è anche in contatto con vari centri di meteorologia locali che operano sulle stesse bande al fine di monitorare uragani e le possenti onde di sabbia proveniente dal Sahara.


Nel 2017 l’uragano Irma ha parzialmente danneggiato la struttura, spezzando l’immensa antenna per i 70cm che si trovava a lato dell’illuminatore e danneggiando di conseguenza alcuni pannelli sottostanti. l’antenna non è ancora stata sostituita mentre i pannelli sottostanti sono già operativi.

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